Ottobre 2012

Festa interculturale di ringraziamento per il raccolto: come assaporare i doni della natura ai Giardini di Castel Trauttmansdorff - 23.10.12

I Giardini di Castel Trauttmansdorff organizzano per domenica 28 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 17.00 una festa interculturale di ringraziamento per il raccolto: presso diverse stazioni saranno proposti momenti di musica, danza e gastronomia dei diversi paesi del mondo e ampio spazio sarà riservato anche al divertimento dei più piccoli. La festa, che viene organizzata quest'anno per la prima volta e si svolge in cooperazione con svariati enti, tra cui la Caritas Diocesi di Bolzano-Bressanone, l'associazione Kinderfreunde Südtirol, l'organizzazione OEW Zambia, oltre ai contadini e alle contadine dell'Alto Adige, intende essere un omaggio, nella tipica cornice autunnale dei Giardini, alla natura e alla sua importanza, al di là di qualsiasi confine e cultura. Anche Luis Durnwalder, Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, ha confermato la sua presenza.

I bambini ascoltano incantati i racconti sul ringraziamento per il raccolto nel padiglione d’autunno.

I bambini ascoltano incantati i racconti sul ringraziamento per il raccolto nel padiglione d’autunno.

Raccolto e ringraziamento: sin da quando l'uomo ha iniziato a dedicarsi al lavoro agricolo e alla coltivazione di alberi da frutto, ha sempre ringraziato la natura per i suoi copiosi doni. Attraverso danze, processioni, preghiere o rituali le diverse culture esprimono la propria gratitudine nei confronti di avi, Dei o spiriti. Variano soltanto le scadenze, in base alle diverse condizioni climatiche presenti sul nostro pianeta. Per dare risalto a questo avvenimento e soprattutto suscitare l'interesse di famiglie e abitanti del luogo per la "colorazione" autunnale dei Giardini, Castel Trauttmansdorff organizza per la prossima domenica 28 ottobre una festa interculturale di ringraziamento per il raccolto.

Qual è il significato di questa manifestazione e perché i Giardini ne sono la sede ideale, ce lo spiega la responsabile del marketing Heike Platter: "Il rispetto per la natura è profondamente radicato nella filosofia del Trauttmansdorff, e i nostri visitatori lo percepiscono, vivendo e sperimentando i Giardini come un punto d'incontro, armonioso e sereno, tra generazioni e culture differenti. Inoltre i Giardini riuniscono su una superficie di 12 ettari oltre 80 paesaggi naturali e culturali diversi, provenienti da ogni angolo del mondo, sono quindi lo scenario ideale per una festa variopinta e internazionale, durante la quale è concesso a culture diverse di interagire tra loro", afferma la Sig.ra Platter.

L'esposizione di dalie, che ne comprende oltre 170 qualità, continuerà a entusiasmare i visitatori fino al tardo autunno.

L'esposizione di dalie, che ne comprende oltre 170 qualità, continuerà a entusiasmare i visitatori fino al tardo autunno.

I visitatori dei Giardini troveranno infatti ad accoglierli un poliedrico programma di manifestazioni: gli ospiti della struttura di accoglienza per profughi e richiedenti asilo politico Casa Arnika di Merano prepareranno stuzzichini e specialità dei loro paesi d'origine e provvederanno all'intrattenimento musicale presso il loro stand, dove, su richiesta, i visitatori potranno anche farsi intrecciare i capelli. I contadini e le contadine dell'Alto Adige offriranno castagne arrosto e tipiche prelibatezze altoatesine, con sottofondo di musica tradizionale. Ma grandi soddisfazioni saranno riservate soprattutto ai più piccoli: presso il padiglione d’autunno alcuni membri dell'organizzazione OEW Zambia narreranno racconti di ogni parte del mondo sul ringraziamento per il raccolto. L'associazione Kinderfreunde Südtirol proporrà trucchi per bambini nei variopinti colori dell'autunno, oltre a uno spazio dedicato alla creatività manuale. Interattività si scrive con la maiuscola: nell'ambito di un happening artistico, i visitatori potranno esprimere le proprie opinioni sul tema del ringraziamento per il raccolto, opinioni che verranno interpretate in forma artistica, musicale, poetica e pittorica e daranno vita a un Bogolan, il tipico quadro africano, che sarà poi esposto ai Giardini. Anche il ristorante Schlossgarten proporrà un menu a tema.

Da non perdere è l'atmosfera unica che pervade i Giardini in autunno: il fogliame dal tipico colore autunnale risalta soprattutto nel Giardino giapponese e tra i Boschi del mondo; nelle terrazze di riso asiatiche, sul lato nord del Castello, spunta il riso; nel palmeto campeggiano le camelie autunnali in fiore, con le loro delicate tonalità del bianco e del rosa; nel laghetto delle ninfee spiccano i colori marrone-dorati del Miscanthus e dell'Eupatorium cannabinum, mentre a conferire un fascino tutto particolare ai Giardini intervengono anche svariati frutti in maturazione proprio in questi giorni: fichi, castagne, diverse varietà di viti presenti ormai da molti anni in Alto Adige, olive e melagrane. Anche le 175 differenti qualità di dalie in esposizione hanno raggiunto l'apice della fioritura e incantano i visitatori con le loro infinite forme e colorazioni.

Padiglione d’autunno

Wie war's... ”La rapa e la patata – un contributo alla storia dell’alimentazione tirolese“ - 23.10.12

Relazione della conferenza su "La rapa e la patata"

Sabato 20 ottobre Siegfried de Rachewiltz, direttore del Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano Castel Tirolo, ha tenuto una presentazione sull’importanza della rapa e della patata nella cultura e nella storia dell'alimentazione del Tirolo.

L’ultima presentazione nell’ambito della mostra temporanea ”Radici, tuberi & Co. – Il prodigioso mondo invisibile” ha trattato a prima vista di un tema non troppo spettacolare: l’importanza della rapa e della patata nella cultura e nella storia dell’alimentazione del Tirolo. Sulle rape e le patate, che ci sembrano oggi così comuni e familiari, Siegfried de Rachewiltz, direttore del Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano Castel Tirolo, ha saputo riferire vivacemente la grande importanza che questi alimenti hanno per la regione.

”I crauti e, nello specifico, le nozioni sulla fermentazione di rape e cavoli erano quindi presupposti fondamentali per lo sviluppo di potenti stirpi nobiliari nelle regioni alpine. Senza rape e crauti anche i conti di Tirolo avrebbero avuto grandi difficoltà nel provvedere per tutto il periodo invernale al sostentamento della loro corte e delle numerose persone al loro servizio“, ha spiegato Siegfried de Rachewiltz nella sua presentazione. Nella contea del Tirolo era prassi comune che i contadini dovessero approvvigionare di rape i propri feudatari. Questa consuetudine si spiega con l’enorme fabbisogno di crauti da parte di monasteri e castelli: era l’unica verdura disponibile nei mesi invernali in quantità sufficienti ad accompagnare carne e canederli.

La curatrice dei Giardini Karin Kompatscher, il direttore del Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano Castel Tirolo Siegfried de Rachewiltz e direttrice marketing dei Giardini Heike Platter

La curatrice dei Giardini Karin Kompatscher, il direttore del Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano Castel Tirolo Siegfried de Rachewiltz e direttrice marketing dei Giardini Heike Platter

“Al contrario della rapa, sappiamo ben poco della molto più recente coltivazione della patata in Tirolo. Le truppe di liberazione tirolesi del 1809 si sono nutrite saltuariamente, ma certamente con riluttanza, delle cosiddette „Grundbirnen“ (pere di terra); ma solo le grandi carestie del 1816/17 e del 1846/47 aiutarono il malvisto tubero a farsi breccia nell’alimentazione. Quanto fosse inizialmente profonda l’avversione dei tirolesi nei confronti del “tubero americano” lo testimonia anche la “rivolta dei domestici” a Rodendo nel 1802”, spiega de Rachewiltz.

Le origine del tubero inizialmente così poco amato vengono tramandate da racconti leggendari – come per esempio quello che narra di tre contadini di Marengo che intorno al 1680 riportarono dal mercato di Bolzano una patata e la piantarono nei loro campi, oppure quello della contadina di Funes che sul ciglio della strada raccolse una patata da cui più tardi avrebbe coltivato la famosa varietà detta “Pineider“-Kartoffeln; in realtà la più antica documentazione scritta risale al tardo XVIII secolo. Le prime tracce della coltivazione delle patate in Tirolo si ritrovano in Trentino, nella Oberinntal e sui masi d’alta montagna della Val Venosta.

La rapa e la patata

"Rape e patate: un contributo alla storia dell'alimentazione del Tirolo" ai Giardini di Castel Trauttmansdorff - 16.10.12

Questa è l'ultima conferenza nell'ambito della mostra temporanea "Radici, tuberi & Co.", che ha riscosso un grande successo di pubblico: sabato 20 ottobre alle ore 16:00 il Dr. Siegfried de Rachewiltz, direttore del Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano Castel Tirolo, riferirà sull'importanza delle rape e delle patate nella cultura e nella storia dell'alimentazione del Tirolo.

Franz von Defregger, il Consiglio di Guerra di Andreas Hofer nel 1809, 1897

Franz von Defregger, il Consiglio di Guerra di Andreas Hofer nel 1809, 1897

Cosa c'entrano i crauti, o per meglio dire l'arte di conservare rape e cavoli, con il fiorire di potenti signorie nelle regioni alpine? Perché si doveva ricorrere ai cosiddetti "predicatori di patate" e come mai i tirolesi mostravano una tale avversione nei confronti delle patate, da arrivare a sollevarvi contro rivolte e sommosse?

Oggi rape e patate possono sembrarci tanto normali e familiari, ma la loro storia è disseminata di curiosità emozionanti e di particolari interessanti. Sulla loro diffusione circolano anche svariati miti e leggende. Pare, ad esempio, che una contadina di Funes abbia raccolto dal bordo della strana una patata, dando così il via alla coltivazione delle famose "Pineider". Quanto di vero si nasconda in queste leggende, con quanta fatica queste due qualità di verdure siano riuscite a conquistarsi un posto nei menu dei tirolesi e quanto intensamente abbiano influenzato la storia e la cultura della regione, tutto questo sarà argomento dell'interessante conferenza che Siegfried de Rachewiltz terrà nella sala Deuster di Castel Trauttmansdorff.

Sarà l'ultima conferenza nell'ambito della mostra temporanea organizzata dai Giardini "Radici, tuberi & Co.: il prodigioso mondo invisibile" e verrà proposta in lingua tedesca, con traduzione simultanea in italiano.

Castello del Buonconsiglio, Trento, la Torre Aquila, Ciclo dei mesi, 1400 circa, mese di settembre, particolare: la raccolta delle rape.

Castello del Buonconsiglio, Trento, la Torre Aquila, Ciclo dei mesi, 1400 circa, mese di settembre, particolare: la raccolta delle rape.

Il Consiglio di Guerra di Andreas Hofer

I Giardini di Castel Trauttmansdorff danno il benvenuto alla 4 milionesima visitatrice - 16.10.12

Giovedì 11 ottobre la meta escursionistica più apprezzata dell'Alto Adige ha aperto le porte alla sua 4 milionesima visitatrice: Tanja Ripperger di Zurigo è entrata insieme al suo compagno Oliver Steil e tre bambini verso le ore 15:00 ed è stata personalmente accolta dal Presidente della Giunta provinciale e Presidente dei Giardini, Dr. Luis Durnwalder, che le ha anche omaggiato di un presente.

Il Dr. Luis Durnwalder, Presidente della Giunta provinciale e Presidente dei Giardini, e Daniel Bedin, Direttore dei Giardini, in compagnia della famiglia Ripperger-Steil

Il Dr. Luis Durnwalder, Presidente della Giunta provinciale e Presidente dei Giardini, e Daniel Bedin, Direttore dei Giardini, in compagnia della famiglia Ripperger-Steil

Da ormai 11 anni i Giardini di Castel Trauttmansdorff attirano ammiratori entusiasti provenienti da ogni angolo del mondo. Nella stagione 2011 i Giardini hanno accolto oltre 430.000 persone, con una media di 1.800 visitatori al giorno, affermandosi come la meta escursionistica e l'attrazione altoatesina più amata dal pubblico.

Questo giovedì i Giardini hanno anche registrato la 4 milionesima visitatrice: Tanja Ripperger di Zurigo è entrata insieme al suo compagne Oliver Steil e tre bambini verso le ore 15:00. Appositamente per accogliere con i dovuti onori questo ospite un po' speciale è giunto il Dr. Luis Durnwalder, Presidente della Giunta provinciale e Presidente dei Giardini, che ha consegnato alla fortunata visitatrice una Guida dei Giardini, un cestino regalo contenente prodotti di Laimburg e 10 biglietti d'ingresso ai Giardini.

In un breve discorso il Presidente della Giunta provinciale ha sottolineato l'importanza economica e turistica dei Giardini: "i Giardini di Castel Trauttmansdorff rappresentano un fattore economico fondamentale, che non può assolutamente mancare nel panorama delle attrazioni turistiche altoatesine. Il fatto che in 11 anni di vita abbiamo potuto registrare 4 milioni di visitatori, è uno stimolo a continuare a investire nelle infrastrutture e nei servizi dei Giardini".

Il Dr. Luis Durnwalder, Presidente della Giunta provinciale e Presidente dei Giardini alla consegna del regalo.

Il Dr. Luis Durnwalder, Presidente della Giunta provinciale e Presidente dei Giardini alla consegna del regalo.

Famiglia Ripperger-Steil

Vendemmia della vite Versoaln - 03.10.12

Vendemmia della vite Versoaln

Martedì 2 ottobre ha avuto luogo la vendemmia presso la vite “Versoaln”, la più grande e quasi certamente più antica al mondo.
L’Associazione turistica Tesimo-Prissiano, Castel Katzenzungen e i Giardini di Castel Trauttmansdorff, che nel 2006 hanno assunto la paternità di questa vite unica al mondo, hanno invitato rappresentanti della stampa locale ed esperti di vino a vendemmiare tutti insieme. In seguito ha avuto luogo a Castel Katzenzungen una degustazione del prelibato vino Versoaln e di altri vini autoctoni dell’Alto Adige.

Klaus Platter (enologo ed ex direttore del Podere Provinciale Cantina Laimburg e dei Giardini di Castel Trauttmansdorff), Veronika Pobitzer (proprietaria di Castel Katzenzungen), Irmgard Windegger (presidente dell’Associazione per la cultura e il folclore di Tesimo), Heike Platter (direttrice marketing dei Giardini di Castel Trauttmansdorff), Thomas Aichner (direttore della Merano Marketing), Hannes Waldmüller (direttore del Consorzio per la tutela dei vini dell’Alto Adige) (da sinistra a destra)
Klaus Platter (enologo ed ex direttore del Podere Provinciale Cantina Laimburg e dei Giardini di Castel Trauttmansdorff), Veronika Pobitzer (proprietaria di Castel Katzenzungen), Irmgard Windegger (presidente dell’Associazione per la cultura e il folclore di Tesimo), Heike Platter (direttrice marketing dei Giardini di Castel Trauttmansdorff), Thomas Aichner (direttore della Merano Marketing), Hannes Waldmüller (direttore del Consorzio per la tutela dei vini dell’Alto Adige) (da sinistra a destra)

Sono ancora in pochi a sapere che la vite più grande e quasi certamente più antica del mondo si trova in Alto Adige. La sorpresa è ancora più grande se a questa informazione si aggiunge anche che dall’uva di questa vite di circa 350 anni e grande 300 m2 viene oggi prodotto del vino. Per promuovere queste informazioni e per offrire a questa vite le cure di cui ha bisogno, i Giardini di Castel Trauttmansdorff ne hanno assunto la paternità nel 2006. Da questo momento l’uva del Versoaln viene pigiata nel Podere Provinciale Cantina Laimburg e ne viene prodotto un ottimo vino.

Martedì 2 ottobre ha avuto luogo la vendemmia sotto l’antica vite. “Questa vite particolare, che è sopravvissuta alla filossera dal secolo scorso fino ad oggi, è purtroppo colpita dall’apoplessia, che ha danneggiato già 50 m² della sua superficie. Per questo per noi è molto importante la conservazione di questa meraviglia della natura con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione”, ha affermato Klaus Platter, enologo ed ex direttore del Podere Provinciale Cantina Laimburg e dei Giardini di Castel Trauttmansdorff. La direttrice marketing dei Giardini di Castel Trauttmansdorff, Heike Platter, sottolinea la preziosità del vino ricavato da queste uve “storiche”: “Dalle uve che oggi raccoglieremo insieme viene prodotta annualmente, insieme alle uve delle circostanti viti di 120 anni d’età, una serie limitata di ca. 300 bottiglie di vino, che si possono acquistare anche nell’arco del pacchetto sensoriale “Giardini & Vino”.

Tutti gli invitati, fra cui anche Hannes Waldmüller, direttore del Consorzio per la tutela dei vini dell’Alto Adige, Thomas Aichner, direttore della Merano Marketing (MGM), e i rappresentanti della stampa locale hanno partecipato alla vendemmia.
Dopo una visita attraverso Castel Katzenzungen, è stato degustato il vino ”antico“ e altre varietà autoctone dell’Alto Adige.

Klaus Platter, enologo ed ex direttore del Podere Provinciale Cantina Laimburg e dei Giardini di Castel Trauttmansdorff, alla vendemmia
Klaus Platter, enologo ed ex direttore del Podere Provinciale Cantina Laimburg e dei Giardini di Castel Trauttmansdorff, alla vendemmia

INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI SUL VERSOALN

La vite dei superlativi - Ai piedi di Castel Katzenzungen, a Prissiano (frazione di Tesimo), a circa 600 metri d’altitudine, cresce una straordinaria vite di notevoli dimensioni, il Versoaln, le cui fronde si estendono per oltre 350 metri quadrati. Oggi questa vite è considerata la più grande e, quasi certamente, anche la più antica del mondo. L’età della vite Versoaln, stabilita scientificamente nel 2004, è di circa 350 anni. Un’età simile, che per una vite spontanea è statadocumentata, finora, soltanto a Maribor (in Slovenia), è una rarità per tutte le latifoglie.

Il nome – La parola “Versoaln” potrebbe derivare da “Faxoal” o da “Frason”, un antico termine agreste che indicava una fila di strisce parallele di terra, lunghe e strette. Tuttavia “Versoaln” potrebbe anche riferirsi alla posizione della coltivazione della vigna: vale a dire ai pendii ripidi su cui si doveva assicurare il raccolto e trasportarlo per mezzo di corde (l’espressione dialettale “versoaln” significa, appunto, “assicurare con corde”). La zona principale di coltivazione del “Versoaln” era la Val Venosta, nota per le ripide vigne situate lungo i suoi pendii.

Il vitigno – La particolare vite Versoaln, a foglie estremamente frastagliate, è una qualità autoctona, coltivata su una pergola tradizionale di castagno. Cresce sul pendio settentrionale di Castel Katzenzungen, a ridosso di un muro, su un terreno porfirico molto povero dove per secoli si è accumulato materiale alluvionale. Proprio per questa ragione il tronco e le attaccature delle prime ramificazioni erano continuamente coperte di terra.

Il vino - La vite Versoaln produce piccoli grappoli d’uva con chicchi trasparenti di media grandezza. Buona è di media la qualità e la quantità del raccolto, e il mosto che si produce ha un contenuto zuccherino tra il 16 e il 19%, equivalente a circa 80-95 gradi Öchsle. Il vino che ne deriva è solitamente fruttato con riflessi verdognoli, dalla struttura delicata e con un’accentuata acidità. Questo vino può essere degustato acquistando il pacchetto “Giardini & Vino”.

Pacchetto sensoriale „Giardini e vino” – I giovedì di agosto, settembre e ottobre, nel pacchetto sensoriale ”Giardini & Vino” sarà compresa la visita a tale vite, situata a Castel Katzenzungen a Prissiano (Tesimo), con annessa degustazione. Il pacchetto prevede inoltre una visita guidata al castello stesso e una ai Giardini di Castel Trauttmansdorff dove, tra l’altro, sarà possibile ammirare la copia in oro di un vinacciolo di 7000 anni, dono della Georgia, nonché vinaccioli altoatesini di 2400 anni.

L’uva della vite “Versoaln”
L’uva della vite “Versoaln”

Vendemmia della vite Versoaln